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lunedì 7 ottobre 2013

I doni del popolo piccino

F.lli Grimm: I doni del popolo piccino

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(Immagine illustrativa: "Presents of the Little Folk", By Anne Anderson (1874-1930).[Public domain], via Wikimedia Commons.)

Incipit

Un sarto e un orafo stavano viaggiando insieme, quando una sera, poco dopo il tramonto, udirono in lontananza il suono di una musica, finché si fece sempre più distinto; era un suono strano, ma così piacevole, che i due si scordarono di tutte le loro fatiche e presero a camminare spediti. Era già sorta la luna quando arrivarono presso una collina, sulla quale c'erano tanti omini e donnine che si tenevano per mano ballando allegramente e piacevolmente in cerchio. Ed era stato proprio il suono di quella musica che aveva attirato i due erranti. Ad un tratto, un vecchio più alto si parò in mezzo agli altri; indossava una giacca dai colori sgargianti, e la sua lunghissima barba, bianca come la neve, gli pendeva sul petto. Stupefatti, i due girovaghi si fermarono a guardare la scena. Il vecchio fece cenno ai due di unirsi alla folla, e i ballerini accettarono di buon grado di aprire il cerchio e li accolsero nel gruppo.

Motivo presente in altre varie tradizioni popolari del mondo. È un interessante esemplare appartenente al folktype n.503 del sistema di classificazione internazione Aarne-Thompson, "Fairy Gifts" (letteralmente: "Doni delle Fate"), in cui protagonisti umani ricevono, a volte, inaspettatamente, dei doni da parte di creature magiche, siano essi, nani, fate, folletti, ecc.. Saprà, il protagonista di questi racconti, far buon uso di tale grazia ricevuta?

Un'altra fiaba con motivo simile è: "La storia di Hok Lee e dei nani", proveniente dal folklore cinese, e raccolta nel 1892 dallo scozzese A.Lang.

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